Qual è l’importo medio di risparmio dei francesi in base alla loro fascia d’età?

Un lavoratore di 28 anni che mette da parte 150 euro ogni mese si chiede se è in ritardo o in anticipo rispetto ai suoi coetanei. Una coppia di cinquantenni con 200.000 euro di patrimonio netto esita tra rassicurarsi e accelerare. Per uscire dall’incertezza, abbiamo bisogno di riferimenti concreti per fascia d’età, non di una media nazionale che mescola tutto.

Ciò che nasconde la media nazionale di risparmio in Francia

Il numero che circola più spesso è quello dell’INSEE: un tasso di risparmio delle famiglie intorno al 18 % del reddito disponibile. Tradotto in euro, ciò rappresenta circa 597 euro al mese per famiglia, ovvero più di 7.100 euro all’anno.

Questo importo non significa molto a livello individuale. Il 20 % delle famiglie meno abbienti risparmia circa 30 euro al mese. Il 20 % delle famiglie più agiate supera i 1.300 euro mensili. Il divario è di uno a quaranta.

Un’altra distorsione: i francesi mantengono in media più di 7.000 euro sul loro conto corrente, secondo i dati 2026 della Banca di Francia. Questa somma inattiva gonfia le statistiche di risparmio senza costituire un capitale produttivo. Dal 2022, questo cuscinetto di liquidità tende infatti a diminuire, segno di un spostamento progressivo verso strumenti remunerati piuttosto che di un’erosione della capacità di risparmio.

Si trova un panorama dettagliato di la media di risparmio dei francesi per età che conferma queste discrepanze tra fasce d’età e categorie di reddito.

Uomo di circa cinquanta anni in incontro con un consulente finanziario per pianificare il suo risparmio pensionistico

Risparmio mensile per fascia d’età: i numeri da confrontare

I dati compilati da Ramify a partire dalle fonti INSEE e Banca di Francia forniscono una griglia leggibile.

Fascia d’età Risparmio mensile Tasso di risparmio
Under 30 anni 137 € 8 %
30-39 anni 195 € 9 %
40-49 anni 270 € 11 %
50-59 anni 491 € 18 %
60-69 anni 495 € 18 %
70 anni e oltre 721 € 25 %

Il salto avviene chiaramente dopo i 50 anni. Tra i 30 e i 49 anni, i redditi aumentano, ma le spese obbligatorie (abitazione, figli, mutuo) assorbono la maggior parte della progressione salariale. È dopo i 50 anni che il tasso di risparmio raddoppia, sostenuto dalla fine dei rimborsi dei prestiti e dalla partenza dei figli.

Dopo i 70 anni, il tasso sale ulteriormente, al 25 %. Le spese correnti diminuiscono, i redditi pensionistici sono stabili e il consumo di svago alla fine si stabilizza. Questo fenomeno alimenta inoltre il dibattito sulla trasmissione del patrimonio.

Patrimonio netto mediano: l’effetto cumulato del tempo

Il risparmio mensile è solo un flusso. Ciò che conta per valutare la propria situazione è lo stock accumulato. Il patrimonio netto mediano passa da circa 15.800 euro prima dei 30 anni a oltre 214.000 euro tra i 60 e i 69 anni. La differenza non deriva solo dall’importo risparmiato ogni mese, ma dalla durata di accumulazione e dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Generazione Z e risparmio: un recupero documentato

Ci si potrebbe aspettare che i 18-27enni siano i risparmiatori più deboli, e in termini assoluti è così. La sorpresa viene dallo sforzo relativo. Diverse ricerche recenti mostrano che i giovani adulti risparmiano circa 150 euro al mese, un livello superiore a quello dei millennials alla stessa età.

L’inflazione e l’incertezza sul lavoro hanno accelerato la creazione di fondi di emergenza tra i sotto i 30 anni. La norma di riferimento che circola in questa generazione è di tre a quattro mesi di spese in risparmio precauzionale, un obiettivo che i loro predecessori non si erano fissati così presto.

Un altro segnale: secondo un barometro citato dalle assicurazioni del Gruppo BPCE, il 37 % dei 18-24enni risparmia già per la propria pensione. Il riflesso della proiezione a lungo termine si sta instaurando prima rispetto alle generazioni precedenti, anche se gli importi rimangono modesti.

Tasso di risparmio nel 2026: stabilizzazione o calo dopo il picco post-Covid

Il tasso di risparmio era aumentato durante la crisi sanitaria, superando il 18-19 % del reddito disponibile. I dati INSEE e Banca di Francia segnalano dal 2023-2024 una stagnazione, se non una leggera diminuzione di questo tasso. Le famiglie hanno ricominciato a consumare e l’aumento del costo della vita ha eroso i margini.

Questo ricalibraggio ha conseguenze pratiche per i 30-49enni. Le medie per età calcolate nel periodo 2020-2022 probabilmente sovrastimano la loro attuale capacità di risparmio. I ritorni variano su questo punto a seconda delle fonti, ma la tendenza generale indica uno sforzo di risparmio un po’ meno sostenuto in questa fascia intermedia.

Il Livret A illustra bene questo cambiamento. Il suo tasso è passato dal 3 % all’1,5 % in un anno, e i francesi hanno prelevato 2,12 miliardi di euro in più di quanto non abbiano depositato nel 2025, un primo dal 2015. Questo movimento non traduce un impoverimento, ma una riallocazione verso investimenti più remunerativi come l’assicurazione sulla vita o i conti a termine.

Giovane coppia nella ventina che consulta un'app di risparmio su smartphone nel loro soggiorno

Tre riferimenti concreti per situare il proprio risparmio

Le statistiche per età sono utili, ma non sostituiscono una diagnosi personale. Ecco i criteri che contano realmente per valutare la propria situazione.

  • Il rapporto risparmio precauzionale su spese mensili: puntare a tre a quattro mesi di spese su strumenti liquidi (libretti, conto corrente remunerato) prima di cercare rendimento altrove.
  • Il tasso di sforzo di risparmio rispetto ai propri redditi netti: sotto il 10 %, la costituzione di patrimonio rimane molto lenta. Sopra il 15 %, si entra in una dinamica di accumulazione significativa, indipendentemente dall’età.
  • La parte di risparmio che lavora realmente: lasciare più di 7.000 euro su un conto corrente non remunerato equivale a perdere potere d’acquisto ogni anno. Ogni euro oltre il cuscinetto di sicurezza dovrebbe essere orientato verso uno strumento che genera rendimento, anche modesto.

Confrontarsi con la propria fascia d’età fornisce un’indicazione, non un verdetto. Un trentenne che risparmia 195 euro al mese ma li investe integralmente su un Livret A al 1,5 % costruirà meno patrimonio di un altro che ne investe la metà su un’assicurazione sulla vita diversificata. L’importo risparmiato conta meno della sua destinazione.

Qual è l’importo medio di risparmio dei francesi in base alla loro fascia d’età?